Imperfetto Prossimo

TEMPO DI MUSICA INSIEME

Perchè Imperfetto?

Imperfetto sono io. E’ una vita che scrivo canzoni da solo o con qualche amico, senza aver studiato musica, da autodidatta, canzoni che piacciono ai miei amici e a pochi altri, che canto insieme ai miei amici, anche quelli affetti da disabilità intellettiva. La loro frequentazione mi ha insegnato che non è umano ricercare la perfezione ma il bene possibile, quello che si fa insieme, quando un “io” e un “tu” si mettono insieme gratis (per grazia), perché risuonano su frequenze simili, per fare “noi” e ognuno ci mette del proprio e piano, piano questo proprio diventa plurale, di tutti quelli che lo desiderano.

Imperfetto sono io che canto in pubblico da una vita senza aver studiato canto e quando vado in sala di registrazione vedo tutti i miei difetti e, con tutti questi difetti, voglio ancora cantare.

Imperfetto sono io che non ho più l’età per mettermi in gioco nel mondo della musica, ho 58 anni e ci entro in punta di piedi, con trepidazione, paura e speranza di poter fare la mia piccola parte.

Ho smesso di voler essere perfetto per poter costruire il possibile…mai da solo.

Imperfetto Prossimo

Tempo di Musica Insieme

Perchè Imperfetto?

Imperfetto sono io. E’ una vita che scrivo canzoni da solo o con qualche amico, senza aver studiato musica, da autodidatta, canzoni che piacciono ai miei amici e a pochi altri, che canto insieme ai miei amici, anche quelli affetti da disabilità intellettiva. La loro frequentazione mi ha insegnato che non è umano ricercare la perfezione ma il bene possibile, quello che si fa insieme, quando un “io” e un “tu” si mettono insieme gratis (per grazia), perché risuonano su frequenze simili, per fare “noi” e ognuno ci mette del proprio e piano, piano questo proprio diventa plurale, di tutti quelli che lo desiderano.

Imperfetto sono io che canto in pubblico da una vita senza aver studiato canto e quando vado in sala di registrazione vedo tutti i miei difetti e, con tutti questi difetti, voglio ancora cantare.

Imperfetto sono io che non ho più l’età per mettermi in gioco nel mondo della musica, ho 58 anni e ci entro in punta di piedi, con trepidazione, paura e speranza di poter fare la mia piccola parte.

Ho smesso di voler essere perfetto per poter costruire il possibile…mai da solo.

Perchè Prossimo?

M

ai da solo. Tanti anni fa gli incontri con Salvatore, Maria Teresa, Gigi mi hanno permesso di scrivere le prime canzoni, le commedie musicali che parlavano delle nostre vite, delle cose che andavamo scoprendo, delle scelte che andavamo facendo. Ora Dalila, Gigi (un altro), Antonella, Michele, Emanuele, Giuseppe, Annaclaudia e tanti altri mi aprono a sfide musicali nuove che di volta in volta decidono di condividere con me e che mai farei senza di loro. Sono profondamente grato a tutti per il dono che mi fanno di una parte più o meno grande della loro creatività e della loro vita.

Prossimo perché ci sono vite che mi fanno vibrare, piangere, gioire, vite da ammirare e da cantare; vite vicine: Salvatore, Rossana, Carlo; vite lontane: le vittime senza giustizia, Ezio, Ebru, David. Cantare le loro storie è per me una necessità, così posso essere loro vicino, prossimo.

Prossimo perché un futuro c’è e lo si costruisce solo insieme.

Prossimo perché le mie canzoni, da ogni collaborazione, ne escono diverse, mi piacciono di più e con sollievo, da quel momento, posso dirle non più mie ma nostre.

Perchè Prossimo?

M

ai da solo. Tanti anni fa gli incontri con Salvatore, Maria Teresa, Gigi mi hanno permesso di scrivere le prime canzoni, le commedie musicali che parlavano delle nostre vite, delle cose che andavamo scoprendo, delle scelte che andavamo facendo. Ora Dalila, Gigi (un altro), Antonella, Michele, Emanuele, Giuseppe, Annaclaudia e tanti altri mi aprono a sfide musicali nuove che di volta in volta decidono di condividere con me e che mai farei senza di loro. Sono profondamente grato a tutti per il dono che mi fanno di una parte più o meno grande della loro creatività e della loro vita.

Prossimo perché ci sono vite che mi fanno vibrare, piangere, gioire, vite da ammirare e da cantare; vite vicine: Salvatore, Rossana, Carlo; vite lontane: le vittime senza giustizia, Ezio, Ebru, David. Cantare le loro storie è per me una necessità, così posso essere loro vicino, prossimo.

Prossimo perché un futuro c’è e lo si costruisce solo insieme.

Prossimo perché le mie canzoni, da ogni collaborazione, ne escono diverse, mi piacciono di più e con sollievo, da quel momento, posso dirle non più mie ma nostre.

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