PARLANDO DI ANTONIO

03. PARLANDO DI ANTONIO

Di mia nonna io ricordo che lei non piangeva mai,
le piaceva raccontare del papà ch’era un poeta,
dell’amore con il nonno ma la lingua si scioglieva
per il figlio che le han portato via.
La sua vita raccontava, orgogliosa raccontava,
della morte non sapeva che altro dire.
Di mia nonna io ricordo che lei non piangeva mai
parlando di lui.
E rideva lei
e pensavo che la morte fosse un’allegria
nei miei occhi di bambino lei rideva sempre
parlando di Antonio,
delle sue conquiste,
di un diploma che non era arrivato mai,
dell’istinto pronto sempre a mettersi nei guai,
da piccolo Antonio.

Ma quel giorno lì a Palermo, lo ricordo come ieri,
con che slancio tra i cipressi tu salivi avanti a me
e io bimbo che correvo come un gioco dietro te
ma tu sempre un po’ più avanti, non si può raggiungere

una madre che piange
e non vuole far vedere le sue lacrime
di dolore o di rabbia, le sue lacrime
sul figlio che ama.
Le sue lacrime,
che ho custodito intatte qui dentro di me,
che ho visto trasparenti nei silenzi suoi
e nel su ridere.

Questi i miei ricordi
belli e forse tremendi,
mi scoppiano in cuore,
c’è odore di te.

Ricordi che fecondano il tempo,
un sigillo di fuoco,
memoria di te.

Testo e Musica: G. Villanova

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